Cannabis light, Adinolfi: “Volevano liberalizzare la cannabis con un sotterfugio, dovrebbero vergognarsi”

18/12/2019 - Radio Cusano Campus (184 visite)

Mario Adinolfi, presidente del Popolo della famiglia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Norma su cannabis light giudicata inammissibile. “Che la cialtronata fosse di fare quell’operazione sul thc allo 0,5%, con un sotterfugio piazzando di notte l’emendamento nella legge di bilancio, è veramente da classe dirigente vergognosa –ha affermato Adinolfi-. La maggioranza di governo che cerca di fare la liberalizzazione del thc in questo modo dovrebbe vergognarsi. Evviva Elisabetta Casellati! La Casellati ha avuto grande coraggio e questo atto la mette in rampa di lancio come possibile prima donna Presidente della Repubblica. Se ai vertici delle istituzioni ci sono i cattolici le cose funzionano. De Petris propone test antidroga ai parlamentari? E’ una cosa che andrebbe fatta per legge. Sono assolutamente certo che più della metà dei nostri parlamentari non si salverebbe dall’analisi del capello. Lo dico essendo stato in parlamento. E’ come a scuola, se stai in una classe sai quanti si drogano in quella classe. Non è un caso che tutti rifiutino quell’esame. Il problema nodale è che la classe dirigente italiana non percepisce la droga come un problema. Andrebbe smantellata qualsiasi ideologia della liberalizzazione perché non si liberalizza il male. Se fossi sindaco andrei personalmente con la fascia tricolore a chiudere le colonie di spaccio dei mercanti di morte. Se ci fosse una cultura in cui esiste il bene e il male e il male lo si va a contrastare questo è meglio per le nuove generazioni”.

Sul taglio al costo del latte in polvere e gli asili nido gratis. “Io mi chiedo sempre con quale ratio venga varata una norma. Tutte le forze politiche riconoscono che esiste il problema della natalità. Sottolineando questa esigenza si cerca di costruire dei provvedimenti che vadano ad aiutare la natalità. Si è scelto invece di costruire una dimensione medicalizzata della maternità per cui non si fa niente per la famiglia nascente e il bambino entro i 5 mesi deve andare all’asilo nido e il prima possibile deve essere allattato con il latte in polvere. Si sceglie la strada della natalità medicalizzata e non quella supportata nella sua naturalità. Chi ne beneficia? Chi ha gli asili nido e chi vende latte in polvere, non certo la società. Andava fatto il reddito di maternità, per finanziare la maternità naturale”.