Guido Pianeselli - Coronavirus: nel Lazio pochi tamponi, a Viterbo ancora meno

17/03/2020 - Popolo della Famiglia Viterbo (61 visite)

Guido Pianeselli, coordinatore del Popolo della Famiglia del Lazio, evidenzia alcune gravi problematiche relative alla gestione emergenziale della pandemia da parte degli enti preposti. 

Faccio seguito all’appello del nostro movimento dello scorso 9 marzo, vedendo ad oggi confermate le nefaste previsioni ivi ipotizzate, d’altronde basta sempre essere capaci di leggere i numeri.

Innanzi tutto rivolgo un plauso, la vicinanza ed un pensiero grato a tutti coloro che sono in prima linea nella lotta contro il virus ed alla stragrande maggioranza della popolazione italiana che vive con diligenza e spirito di sacrificio questa lotta.

Gli italiani sanno essere migliori di chi li governa.

Qualche giorno fa è andata in scena l’ennesima scivolosa commedia da parte del presidente del Consiglio Conte che si è autoelogiato per i catastrofici risultati conseguiti nella battaglia contro il Corona virus, a motivo di una inerzia iniziale che purtroppo tuttora rimane ed ha conseguenze pesantissime nella fase attuale essendosi confermato iperbolico l’incremento mortale ed infettivo; ogni 8 giorni all’incirca si quadruplicano i casi.

Come già detto, si doveva guardare ai numeri ed alle azioni che hanno avuto esito positivo di alcuni paesi orientali e della Cina, che presto supereremo raggiungendo il primo posto in questa triste classifica, a fine settimana saremo primi anche per numero di decessi nel mondo.

La Lombardia ancora aspetta di veder evasa la richiesta di zona rossa con blocco totale in alcune zone delle provincie di Bergamo e Brescia, azione che avrebbe consentito al tempo di evitare migliaia di morti che stanno ora arrivando. 

Credo che su questo, quando tutto sarà finito, qualcuno ne dovrà rispondere.

Dicono l’Europa ci segua, vantandosi del disastro combinato, ma le classi politiche europee seguono il loro interesse bloccando le frontiere e sequestrando le nostre mascherine.

Il loro egoismo è ormai scoperto anche per i più ingenui sostenitori, l’Europa è morta per la mancanza di solidarietà, la vittima illustre del morbo, non hanno fatto nulla prima pensando che  fosse un problema nostro, ora la pagheranno in modo molto più salato del nostro avendo nascosto per settimane la presenza  del virus.

Ieri il governo annuncia, con toni roboanti, una manovra ridicola, mancette che offendono chi lavora; ricevi molto di più con il reddito di maternità. 

Avremo milioni di disoccupati senza interventi corposi.

Sparano cifre di 350 miliardi di pura propaganda, soldi reali per ora circa la metà dei 25 miliardi promessi.

Il paese sarà fermo per mesi, centinaia di miliardi di Pil bruciati da quando il presidente del consiglio ti diceva in piena emergenza che la possibilità di diffusione del virus in italia era pressochè remota.

Nel periodo cruciale, quello delle terza decade di febbraio, anche le opposizioni si sono distinte su uno schizofrenico chiudi, apri e di nuovo chiudi che non ha certo aiutato.

Si dice da parte del premier che non sono ammesse polemiche, ma noi siamo democratici e le facciamo non solo per evidenziare gli errori ma anche in senso costruttivo.

Le proposte del Popolo della Famiglia, dettate in gran parte nello stesso periodo, cmq sempre in anticipo, ed ancora efficaci, avrebbero consentito di risparmiare migliaia di vite umane e il collasso economico che si prepara all’orizzonte:

Lock down (fermo a casa) degli anziani, malati e immunodepressi, che sono i soggetti quasi esclusivamente mortalmente colpiti dalla malattia, con politiche di sostegno ed assistenza giornalieri che avrebbe limitato moltissimo il numero dei decessi.

Tamponi a tutti, compresi gli asintomatici, iniziando dai contatti diretti delle persone positive. Blocchi delle attività differenziata per zone alla cinese, fin dal 21 febbraio con attivazione di zone rosse reali in presenza di focolai estesi come quelli lombardi.

Elicopter Money drop come proposta economica, attuata tramite la BCE con centinaia di mld passati allo Stato da spendere in modo intelligente a favore dei cittadini colpiti, ma senza debito per le nazioni; o ce la danno, o ce la facciamo da soli.

Nel Lazio in generale, essendo intervenuto il blocco governativo in una fase di sviluppo ancora limitata rispetto alla Lombardia, se si fossero fatti  tamponi in numero adeguato invece di seguire le intervenute ed errate direttive statali, si sarebbero potuti  individuare le migliaia di asintomatici che nascosti e non coscienti  spargono il contagio e si sarebbe potuto bloccare l’aumento iperbolico che stiamo vedendo e che vedremo anche nei prossimi giorni.

La stessa tesi è stata sostenuta ieri anche dal professor Galli ed il Veneto ne è un esempio di applicazione.

A Viterbo in particolare, come peraltro denunciato da molti, il fatto di non avere autorizzato per i tamponi un laboratorio in casa, ha comportato una limitazione esecutiva oggettiva degli stessi  che si riverbererà sulla mancata prevenzione e conseguente colpevole esplosione di casi.

Ma si sa che in questi ultimi anni numerosi centri ospedalieri sono stati tagliati ed ora se ne rincorre il ripristino in efficienza con l’unica reale emergenza nazionale per salvare vite: creare posti letto in terapia intensiva.

Voglio concludere da cattolico con una riflessione a carattere personale: ai beni materiali, anche a rischio, è permesso provvedere, a quelli spirituali, anche senza rischio, non è consentito.  

Mi riferisco alle norme che non consentirebbero un sereno accesso ai luoghi di culto per la necessaria preghiera personale ed eucarestia, individualmente e in sicurezza.

In una visione materialistica della società si vuole soffocare oltre la fede anche la speranza?

Popolo della Famiglia Viterbo