Blog del Popolo della Famiglia

Laura Terrana: Perché ho deciso di candidarmi

21/05/2019 - Laura Terrana
Visite: 426
whatsapp

“Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa "brutta"! No: l'impegno politico, è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve poter convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera e meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità” (Giorgio La Pira). Fare politica significa che ogni cittadino deve sentirsi parte integrante dello Stato, ovvero ogni nostra azione diventa un atto politico. La politica può essere una via di realizzazione e di responsabilità per il cittadino, se ci si prende la responsabilità per ciò che accade nel nostro paese. È un dovere esprimere il nostro pensiero, il “far politica” lo ritroviamo in ogni parola, in ogni gesto, in qualsiasi azione, in qualsiasi momento della nostra vita. Siamo chiamati a cercare il bene comune senza lasciarci corrompere, lottando per una società più giusta e solidale. Non dobbiamo essere operatori di distruzione e di scarto, non possiamo più guardare dall'alto tutto quello che sta succedendo. È arrivato nuovamente il momento di scendere in campo.  Oggi è il momento giusto per rimboccarsi le maniche, oggi il giorno favorevole perchè le cose possono cambiare. Per questo mi candido alle Europee. Non voglio più lamentarmi, voglio essere speranza e darmi da fare con l'aiuto di Dio, a sostegno della famiglia. Perché ho deciso di candidarmi? La risposta è semplice: perché il popolo della famiglia è Speranza, è cambiamento, per i nostri figli, per i più deboli e per i dimenticati. La speranza è aspettativa, è fiducia ma anche rischio e non bisogna permettere che nessuna situazione anche la più infausta, possa derubarci di essa. Ho deciso di candidarmi, non per egoismo ma per amore dell'altro, in quanto non posso più permettere che a "vincere" siano sempre: l'incomprensione, la corruzione, l'odio e l'indifferenza. È determinante ad oggi, in questo presente, tornare a sognare, bisogna tornare ad essere politici, tutti. È fondamentale fare politica perché la politica è lo specchio della nostra società. Fare politica per una donna può essere solo una scelta di vita, interpretato come un impegno che ruba tempo alla famiglia ma anche nell’interesse della comunità allargata. La politica può arrivare a togliere aria e spazio alla vita privata e quando le donne la scelgono, non rinunciano ad essere madri, mogli e ad essere inserite nella quotidianità, lo fanno sapendo che è una scelta difficile, fatta di rinunce, di tempo rubato ai figli, di notti in bianco per recuperare il tempo che di giorno manca. Ecco perché ho deciso di scendere nuovamente in campo: nonostante madre, nonostante moglie. In questo tempo di campagna elettorale ho riscoperto quanto sia importante una presenza fisica, che ti sta vicina e ti trasmette coraggio e speranza; la comprensione di chi ti accetta e nella libertà ti presenta delle alternative; la fiducia di chi ti sceglie per quello che sei; la determinazione di portare avanti progetti concreti con il Reddito di Maternità. “Il RDM a differenza del reddito di cittadinanza non è assistenzialismo perché è creazione di ricchezza, i figli sono ricchezza. Bisogna tornare a considerare la gioia di un bambino che nasce in una condizione familiare, con una forma di responsabilizzazione per i genitori e di ricchezza effettiva per la mamma che riceverebbe l’indennità di maternità e dunque un sorriso di speranza per il futuro del paese” sostiene Mario Adinolfi in modo da essere un punto di rottura, una porta verso il nuovo. 

Quello che mi aspetto? Una nuova alba dei veri valori, perchè con noi una chiara articolazione delle priorità, un buon numero di persone che decidono di spendersi per il cambiamento. “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso”(Nelson Mandela).