Blog del Popolo della Famiglia

ABORTO, CAPIRE LE CIFRE

23/01/2019 - Mario Adinolfi
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Il rapporto annuale appena presentato al Parlamento dal ministro Grillo ci informa che nel 2017 gli aborti sono stati 80.733, 221 bambini soppressi al giorno, ogni giorno, domeniche e Natale compresi. Sono meno dell’anno precedente ed è ovvio visto che sono meno anche i nati. Sono tantissimi e il prossimo che starnazza sulla cancellazione del diritto all’obiezione di coscienza (perché “le donne non riescono ad abortire”) per i medici antiabortisti si ricordi la cifra: 221 al giorno, tutti i giorni. Inoltre sono ulteriormente esplose le vendite di pillole abortive: 339.648 scatole di Norlevo e Levonelle, 224.432 scatole di EllaOne nota anche come pillola dei cinque giorni dopo. Quasi seicentomila scatole in un solo anno, costo medio 25 euro, con la liberalizzazione dell’acquisto senza ricetta medica un regalino da oltre 14 milioni di euro ai produttori che ogni anno passano all’incasso. L’Italia intanto si desertifica, i bambini non nascono, le regioni di tutti i colori fanno a gara per offrire ai giovani la contraccezione gratuita e si vive nel culto del preservativo propagandato come fosse un farmaco salvavita in ogni dove (anche qui, Durex ringrazia per il dono). A New York intanto portano il diritto all’aborto fino alla 32esima settimana e quello che inventano lì qualche anno dopo sbarca da noi. L’emergenza italiana è proprio quella opposta e si chiama denatalità, per risolvere questa tragedia servirebbero proposte e per ora è in campo solo quella del Popolo della Famiglia e si chiama reddito di maternità. Tutti gli altri, ma proprio tutto, tacciono o si limitano a una generica lamentazione. Poi prendono il rapporto presentato dal ministro Grillo e si accontentano dei titoli sugli aborti che calano, leggendo le cifre senza capirle. E queste cifre raccontano una tragedia esistenziale collettiva che si chiama cinica assenza di speranza. Una società che non fa figli e anzi li uccide, 221 al giorno, è una società disperata.

Fonte: https://www.facebook.com/mario.adinolfi