Mario Adinolfi: Diario di una campagna a febbraio - 8° giorno (Elezioni Suppletive della Camera dei Deputati Roma 1° marzo 2020)

09/02/2020 - Mario Adinolfi (78 visite)

Abbiamo i primi feedback, me li faccio raccontare dai pidieffini ai banchetti (eroici) e li confronto con la mia personale attività di conquista di un voto alla volta: sette persone su dieci non hanno la minima idea del fatto che il 1 marzo si voti per la Camera dei Deputati nel collegio Roma 1. Dei tre su dieci che ne sanno qualcosa (e vedrete che il dato di affluenza alla fine sarà di poco superiore al 30%) uno dice di conoscerci e ci vota, uno dice di conoscerci e non ci vota, uno dice di conoscerci e ci odia. Non è male, poteva andare molto peggio.

Oggi mi sono occupato di girare una storia di Instagram (viene riversata anche qui su Facebook) che nessun candidato ha mai fatto: in meno di due minuti ho sintetizzato gli impegni che assumo in cambio del voto che richiedo, a partire dalla battaglia che in Parlamento farò per il reddito di maternità, mille euro al mese per i primi otto anni di vita del figlio per le donne che vorranno dedicarsi in via esclusiva alla cura della famiglia e dei figli, perché vogliamo far riconoscere il prezioso ruolo sociale e assolutamente lavorativo rappresentato dalla donna-madre. Vogliamo consegnare alle donne un diritto in più, una vera libertà in più: prezioso il loro contributo alla società con il lavoro esterno alla famiglia, ma chi vuole crescere i figli dedicandosi totalmente alla famiglia non è una donna di serie B, anche lei lavora e svolge un fondamentale ruolo sociale che merita una retribuzione da cui l’intera economia trarrà giovamento perché abbatteremmo la principale tragedia che sta minando il nostro sistema che è la denatalità, innescando piuttosto un circolo virtuoso che dall’aumento delle nascite porta all’aumento del Pil e dell’occupazione.

Nella storia registrata per Instagram ho elencato tutto il nostro programma. Eccolo:

1. il reddito di maternità per battere denatalità e aborto;
2. riforma fiscale del quoziente familiare;
3. legge elettorale proporzionale pura con premio di governabilità alla coalizione;
4. abrogazione del reddito di cittadinanza per usare i 7 miliardi annui su RdM e sostegno alla disabilità;
5. libertà scolastica e riforma basata sul costo standard;
6. aumento fondo Servizio sanitario nazionale per migliorare l’assistenza agli anziani;
7. guerra alle dipendenze in particolare giovanili (alcol, droga, ludopatia, pornografia);
8. proclamazione del diritto universale a nascere e del sofferente a essere curato, mai ucciso;
9. abrogazione della legge Cirinnà e rafforzamento delle norme contro l’utero in affitto;
10. sostegno ai giovani che intendono sposarsi e aprire imprese familiari.

Mi sembrano ottime ragioni per chiedere il voto al Popolo della Famiglia il prossimo 1 marzo. O no?