Mario Adinolfi: Diario di una campagna a febbraio - 15° giorno (Elezioni Suppletive della Camera dei Deputati Roma 1° marzo 2020)

15/02/2020 - Mario Adinolfi (79 visite)

Con Luca Barbareschi ebbi molti anni fa una furibonda lite televisiva che è tra i video che mi riguardano più visti su YouTube. Da allora ci siamo incontrati molte volte e mai guardati in cagnesco, nonostante quasi tutto ci divida. Lui ha una radice molto di destra (per la verità è un vecchio socialista ma si innamorò di Gianfranco Fini che io non ho mai sopportato e su Fini ci accapigliammo in tv) e io no, lui si è sempre dichiarato “bisessuale” e io no, lui è ricco e io no. Con il tempo abbiamo scoperto di avere in realtà anche molte cose in comune.

Oggi ero come sempre per strada a incontrare cittadini e amici a cui chiedere il voto per le elezioni alla Camera nel collegio Roma 1, passeggiava con il figlio e si è fermato. Luca aveva in testa la kippah ebraica, so che ha riscoperto una forte fede nel Dio dei suoi padri, ora è appassionato alla battaglia per difendere il “suo” teatro Eliseo. Un teatro che è un po’ anche nostro e fu proprio grazie al rapporto che ho con Luca che potemmo utilizzarlo per la nostra assemblea nazionale forse più emozionante, il 28 gennaio 2017.

Il teatro Eliseo di via Nazionale è il più capiente degli antichi spazi teatrali del centro storico di Roma, dovrebbe essere un monumento per la quantità di cultura che ha fornito alla città, io sono stato per anni un abbonato fedele e devo molto della mia formazione a ciò che ho visto all’Eliseo. Ora lo vogliono uccidere solo perché è in mano a Luca Barbareschi e Luca Barbareschi non è organico a chi comanda, in particolare è detestato dal Pd che considera la cultura come un proprio feudo esclusivo.

Non ho chiesto a Luca il voto. Gli ho promesso però un aiuto e anche umana solidarietà per la sua difesa del teatro Eliseo. Mi candido a deputato per far sì che la cultura non sia gestita con il solito metodo da cricca da una parte sola, di cui il ministro-candidato Roberto Gualtieri è eminente esponente fin dagli Anni Ottanta quando con il suo amico Nicola Zingaretti governava la Federazione giovanile comunista di Roma. La cultura a Roma e nel Paese deve essere di tutti, anche di persone come Luca Barbareschi che da decenni dimostra passione e competenza anche se non è dei “nostri”. Poi mi ha ricordato, lo sapevo già, che lui ha sei figli e chi ha sei figli dei “nostri” lo è ad honorem. Chi ha figli vota Popolo della Famiglia, chi è figlio vota Popolo della Famiglia.



Shabbat shalom, caro Luca.