Mario Adinolfi: Diario di una campagna a febbraio - 18° giorno

18/02/2020 - Mario Adinolfi (160 visite)

 La buona notizia è che finalmente pare si sia riusciti a realizzare un confronto televisivo tra tutti gli aspiranti successori di Paolo Gentiloni nel seggio della Camera dei Deputati che viene assegnato dal collegio Roma 1 con le elezioni suppletive di domenica 1 marzo (informazioni tecniche, si vota dalle 7 alle 23 nei 22 rioni del centro storico e nei quartieri limitrofi: Flaminio, Trionfale, Balduina, Monte Mario, Farnesina, Pineta Sacchetti fino al Policlinico Gemelli, Stadio Olimpico e Foro Italico). Avrò dunque modo di confrontarmi con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri e con gli altri rivali in qualità di candidato del Popolo della Famiglia in un dibattito di quaranta minuti che sarà trasmesso su Raitre giovedì 27 febbraio alle ore 13.15.

Sarà di fatto l'unico confronto televisivo di una campagna elettorale che è stata tenuta totalmente sotto silenzio perché la scarsa informazione favorisce nettamente il ministro Gualtieri, front runner della corsa. Io stesso, suo avversario come candidato di un altro movimento politico, ho ricevuto a casa la lettera con l'invito a votarlo che immagino a questo punto sia stata recapitata a tutti gli elettori del collegio. Come abbiano ottenuto gli indirizzo non lo so e manco voglio chiedermelo, visto che la mia residenza è mutata da poco tempo: chi glieli fornisce, qualche solerte impiegato militante del Comune di Roma?

Nessuno sa che si vota, i pochissimi che lo sanno ricevono a casa materiali elettorali del solo ministro Gualtieri, che è anche di gran lunga il più sovraesposto mediaticamente per il ruolo che svolge nell'esecutivo. Qualcuno potrebbe però anche chiedergli conto del fatto che è il ministro dell'Economia di un governo italiano che ha visto emergere dati economici disastrosi nel quarto trimestre del 2019 e un dato di crescita del Pil che posizione il nostro Paese al ventisettesimo posto su ventisette Paesi dell'Unione europea? Tra l'altro il misero +0,3% che ci viene assegnato è stato già ufficiosamente limato in un +0.1% e c'è già chi dice apertamente che per via della crisi del coronavirus l'Italia sarà l'unico Paese d'Europa che nel 2020 andrà in recessione.
Bene, il popolo romano davanti a questo risultato disastroso, complice la totale disinformazione, si appresta a far vincere le elezioni del 1 marzo per la Camera dei Deputati a questo ministro dell'Economia campione d'Europa, ma al contrario, se la classifica si guardasse dal basso. Come Popolo della Famiglia ci batteremo per far aprire gli occhi agli elettori, ricordando che Gualtieri è il ministro che sulla famiglia ha promesso venti e poi concesso uno, tradendo tutti gli impegni varando a fine anno una legge finanziaria conservativa di tutti i vizi, priva di slanci e di riforme vere che o partono dalla natalità o mai cambieranno il destino anche economico del nostro Paese.

Chi ha scritto una manovra economica così inutilmente ragionieristica da produrre risultati che ci fanno essere lo zimbello d'Europa dovrebbe essere scaraventato fuori dalle istituzioni a furor di popolo, come ho provato a spiegare a quella viceministro alle Politiche Sociali con cui mi sono confrontato in televisione e voleva spiegarmi che la natalità riparte con qualche spiccio sugli asili nido, è finita che le si gonfiava la vena mentre urlava "medievale bigotto retrogrado" secondo una litania ben nota. Mi avrebbe volentieri tagliato la testa come a un don Bastiano se fosse stato nelle sue opzioni possibili.

Già, don Bastiano. E veniamo alla cattiva notizia del giorno, la morte dell'immenso Flavio Bucci. Il suo monologo da don Bastiano morituro nel Marchese Del Grillo, prima di essere colpito dalla ghigliottina, proprio davanti al popolo di Roma, va scolpito nella memoria di tutti: "E voi, massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti a inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti! Adesso inginocchiatevi, e chinate la testa davanti a uno che la testa non l’ha chinata mai, se non davanti a questo strummolo qua [la ghigliottina]! Inginocchiatevi, forza! E fatevi il segno della croce! E ricordatevi che pure Nostro Signore Gesù Cristo è morto da infame, sul patibolo, che è diventato poi il simbolo della redenzione! Inginocchiatevi, tutti quanti! E segnatevi, avanti! E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male. In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo. In secundis, a Napoleone, che si crede il padrone della Terra. E per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della Morte. Ma soprattutto, posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo!". Che poi togli "potenti" dalla prima frase e metti "Gualtieri" e il monologo fila che è una bellezza anche se adattato a questa campagna elettorale.

Non votate per chi ha portato e porta l'Italia al disastro. Il 1 marzo, popolo di Roma, alzati dalla condizione appecoronata e vota Popolo della Famiglia, regalati un giorno da bastian contrario.

Programma

Mario Adinolfi ha 48 anni, è sposato e padre di tre figlie. Volto noto televisivo è giornalista e scrittore, oltre che presidente nazionale del Popolo della Famiglia che lo ha candidato alle suppletive del 1 marzo nel collegio Roma 1. Questi i dieci punti programmatici del Popolo della Famiglia:

1. Il Reddito di maternità per battere denatalità e aborto;
2. Riforma fiscale del quoziente familiare;
3. Legge elettorale proporzionale pura con premio di governabilità alla coalizione;
4. Abrogazione del reddito di cittadinanza per usare i 7 miliardi annui su reddito di maternità (mille euro al mese per otto anni) e sostegno alla disabilità;
5. Libertà scolastica e riforma basata sul costo standard;
6. Aumento fondo Servizio sanitario nazionale per migliorare l'assistenza agli anziani;
7. Guerra alle dipendenze in particolare giovanili (alcol, droga, ludopatia, pornografia).
8. proclamazione del diritto universale a nascere e del sofferente ad essere curato;
9. abrogazione della legge Cirinnà e rafforzamento delle norme contro l'utero in affitto;
10. Sostegno ai giovani che intendono sposarsi e aprire imprese familiari.

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