Mario Adinolfi: Diario di una campagna a febbraio - 28° giorno

28/02/2020 - Mario Adinolfi (180 visite)

La campagna elettorale è finalmente conclusa e domenica la parola se la prenderanno i cittadini che sceglieranno tra sette candidati chi dovrà essere il successore di Paolo Gentiloni (già ministro degli Esteri e presidente del Consiglio, oggi Commissario europeo) nella carica di deputato in rappresentanza del collegio Roma 1. Si tratta di un collegio dall'alto valore simbolico, perché racchiude tutti i luoghi del potere: Camera e Senato, presidenza del Consiglio e presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale e Corte di Cassazione, Consiglio superiore della magistratura e Rai, innumerevoli ministeri e il Vaticano. I 216mila abitanti del collegio Roma 1 vivono i luoghi della storia, tutti e sette i colli dove è nata Roma ventotto secoli fa, il Colosseo e il Foro Romano, piazza Navona e San Pietro, piazza Venezia e il Campidoglio. Le 59 parrocchie in cui è diviso il territorio contengono al proprio interno i tesori più commoventi dell'arte mondiale firmati da Michelangelo, Caravaggio, Bernini, Borromini, Raffaello e tantissimi altri. Ogni chiesa è un monumento all'immenso passato di Roma. E il futuro?

Il futuro è gramo, il futuro è da "tempi cupi". La scelta di domenica racconterà un popolo, le sue speranze, le sue disillusioni. Il Popolo della Famiglia si è schierato dalla parte della speranza, ha indicato un programma alternativo di governo fondato sull'amore vero per la persona, imperniato sulla vita nascente, costruito a tutela dello sviluppo del nucleo fondante del tessuto sociale: la famiglia, appunto. Le nostre dieci proposte cambierebbero in meglio la vita degli italiani, non sono impraticabili, abbiamo indicato come trovare i fondi per metterle subito in atto. Voglio ricordarle sinteticamente:

1. il reddito di maternità (1.000 euro al mese alla madre che si dedicherà in via esclusiva alla crescita dei figli per i primi otto anni di vita di ogni figlio, 1.000 euro che diventano vitalizi dopo il quarto figlio) per battere denatalità e aborto;
2. riforma fiscale con l'introduzione del quoziente familiare;
3. legge elettorale proporzionale pura con premio di governabilità alla coalizione;
4. abrogazione del reddito di cittadinanza per usare i 7 miliardi annui su reddito di maternità e sostegno alla disabilità;
5. libertà scolastica e riforma basata sul costo standard;
6. aumento fondo Servizio sanitario nazionale per migliorare l’assistenza agli anziani;
7. guerra alle dipendenze in particolare giovanili (alcol, droga, ludopatia, pornografia);
8. proclamazione del diritto universale a nascere e del sofferente a essere curato, mai ucciso;
9. abrogazione della legge Cirinnà e rafforzamento delle norme contro l’utero in affitto;
10. sostegno ai giovani che intendono sposarsi e aprire imprese familiari.

Come si può leggere si tratta di un programma ragionevole ed esaustivo, focalizzato alla necessità di restituire agli italiana speranza nel futuro e il futuro sono la famiglia e soprattutto i figli. Un Paese come il nostro che non fa più figli e in ogni legge finanziaria umilia la famiglia con qualche mancetta, è un Paese senza futuro. I cittadini romani nel loro collegio-simbolo hanno la possibilità di votare per il Popolo della Famiglia oppure di scegliere il grande favorito, che guardacaso è il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Gualtieri è tanto sicuro della vittoria quanto timoroso che possa sfuggirgli se gli elettori lo inquadrassero bene o anche solo lo sentissero parlare, così è scappato da ogni occasione di confronto pubblico con gli altri candidati, compreso il dibattito istituzionale di giovedì in Rai. Fa parte di un governo che sta combinando disastri ed è responsabile dei "tempi cupi" portati non dal coronavirus, ma dalla gestione dilettantesca e schizofrenica dello stesso. Sarà davvero lui domenica notte il prescelto dagli elettori, il vincitore della competizione?

Allora vorrà dire che siamo destinati al fondo del burrone, ci siamo tappati occhi e orecchi e procediamo come automi verso l'autodistruzione. Io confido in un sussulto di consapevolezza e per questo contro il potente ministro mi sono candidato come rappresentante del Popolo della Famiglia in questa difficile battaglia. Speriamo di uscire dalla "sindrome dello zerovirgola" e di consegnare uno spazio politico con un consenso congruo per le battaglie che verranno: qui sembrano tanto determinanti forze politiche come Italia Viva che oscilla tra il tre e il quattro per cento o i partitini personali di Calenda e Bonino che stanno tra l'uno e il due. Se questo livello di voti dà cittadinanza a una forza politica sullo scacchiere delle decisioni che contano (non dimentichiamo che il ministro della Salute è Roberto Speranza in rappresentanza di LeU, una lista che neanche esiste più essendosi sciolta nel novembre 2018) il Popolo della Famiglia ambisce la notte di domenica a dare prova che i suoi livelli di consenso sono parametrabili a quelli indicati.

Certo sarebbe stato meglio se queste elezioni si fossero svolte in un contesto di legalità, rispettando le norme sulla par condicio, dando una corretta informazione ai cittadini che invece nel 90% dei casi neanche sanno che si vota. Come se non bastasse poi l'emergenza coronavirus, il geniale sindaco Virginia Raggi ha addirittura previsto il blocco delle auto nella giornata del voto, una decisione senza precedenti. Non sorprende che anche la candidata del M5S non si sia mai presentata ai dibattiti televisivi, la sua inadeguatezza è stata così ulteriormente testimoniata anche dai suoi vertici capitolini.

Nonostante tutti questi elementi disperanti, gli elettori possono offrire una nota di speranza domenica, in particolare con il voto al Popolo della Famiglia. Dobbiamo sorprenderli, questi quattro asini arroganti che stanno al potere. Il voto dei romani a un romano che ama Roma, che è vissuto per tutta la sua esistenza tra le strade del collegio elettorale conoscendone ogni angolo, rispettandone l'immensa storia, può essere quel segnale di cui molti sentono il bisogno. Io mi sono candidato per offrire questa occasione, spero davvero che possa essere colta da un popolo che può finalmente rappresentarsi migliore di come il potere vorrebbe raccontarlo, costringendolo nel recinto conformista dello status quo.