Blog del Popolo della Famiglia

Silvio Rossi: L'unità di coloro che vedono

11/06/2019 - Silvio Rossi
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Il Partito Radicale, si è sempre mantenuto su percentuali elettorali estremamente basse; nonostante questo ha saputo utilizzare la propria presenza politica in maniera strategica e intelligente, ottenendo dei risultati straordinari, praticamente raggiungendo ogni obiettivo che si era posto all'inizio del suo percorso. Come è stato possibile? Sorvoliamo sul consenso dei poteri forti e su un appoggio di "Quelli che contano" rispetto alle battaglie intraprese da Pannella, Bonino e Co. Sorvoliamo pure sul volume di fuoco di Radio Radicale, alquanto foraggiata e sempre sostenuta anche da insospettabili. Lo specifico dei Radicali è stato quello di fare da apripista, coraggiosi Kamikaze che si lanciano in avanti nelle cosiddette battaglie per i diritti civili, interpretando il ruolo di martiri della democrazia che si sacrificano per la nostra libertà.
Molto più prosaicamente il gioco dei Radicali è sempre stato quello di strizzare l'occhio agli italiani dicendo: "Lo sappiamo che vi piacerebbe potervi sbarazzare della vostra famiglia quando vi siete stancati, di liberarvi degli obblighi verso i figli, di non aver limiti per ogni vostro capriccio sessuale, lo sappiamo e vi cogliamo aiutare, lo faremo noi per voi...", così sono partite le battaglie per il divorzio, per l'aborto, per lo sdoganamento dell'omosessualità, della droga libera, ecc. E gli italiani, grati e vigliacchetti, hanno beneficiato, dando appoggio ai loro referendum mentre mantenevano la coscienza a posto nella cabina elettorale votando Dc, Pci o altri partiti "Rispettabili".
Tutto questo è stato possibile perché i Radicali non sono mai stati veramente innovativi, la rivoluzione era antecedente di circa due secoli alla loro comparsa, hanno semplicemente dato una soffiata sulla cenere per far venir fuori le fiamme del fuoco che c'era sotto. I Radicali non hanno inventato nulla, hanno portato alla luce, facendolo entrare nella legislazione, un cambiamento di paradigma già pianificato e organizzato. Semplicemente degli esecutori fedeli di un programma con una tabella di marcia prestabilita.

Il Presidente del PdF Adinolfi ha detto nei giorni scorsi che il Popolo della Famiglia rappresenta il contraltare dei Radicali: come loro basse percentuali di consenso, come loro movimento di opinione più che partito politico, come loro l'idea di influenzare e di proporre (ma rispetto a loro in modo diametralmente opposto) principi per la vita, la famiglia, per una – aggiungiamo – libertà autentica che deve tener conto delle autentiche esigenze naturali della società umana.

L'idea è suggestiva e anche stimolante, perché da' conto di un bacino elettorale attualmente limitato, di un bagaglio di idee e convinzioni solide che si vogliono introdurre nel tessuto sociale per reagire alla deriva nichilista sempre più esplicitamente espressa in ogni ambito dell'Occidente. Benché da un punto di vista di schieramento questa visione abbia un fondamento, accorre anche valutare il contesto che presenta molte diversità.

I Radicali hanno cavalcato senza sforzo un'onda che era stata già messa in moto: buona parte del Paese, distolto dalle proprie radici ed esaltato da anni di boom economico, era pronto per lo sradicamento e le truppe di Pannella hanno solo dato una lievissima spinta. Molti non aspettavano altro, le resistenze sono state d'ufficio, non convinte, deboli e ipocrite. Il lavoro del Partito Radicale è stato quello di recitare un martirio inesistente, perché tutto era pronto.

Oggi le cose non stanno così. Oggi ci troviamo di fronte ad un Paese che, dopo essersi seduto al tavolo ben volentieri, e aver mangiato quello che era stato apparecchiato sulla mensa radicale, ha assunto nel suo organismo la mentalità divorzista, abortista, omicida, nichilista, la mentalità dello scarto, il rifiuto di una verità oggettiva, di un bene universale e di un male ontologico. Tutto questo veleno è stato inghiottito camuffato sotto l'invitante piatto della libertà assoluta. Perciò ci troviamo attualmente di fronte a persone che si sono assuefatte a questo veleno, che non tollerano ogni proposta alternativa che vada a sfiorare i "diritti". Persone che ringhiano e graffiano ogni volta che qualcuno prova a dire che una cosa non è lecita.
Niente di nuovo sotto il sole. Giovanni Battista ci ha rimesso la testa quando ha ricordato a quel dissoluto di Erode Antipa: "Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello". Erode, viziato e permaloso come tutti i viziati, si era limitato a mandarlo in prigione, ma poi non avendo il coraggio di dire di no ad Erodiade che ne possedeva il cuore, ordinò che Giovanni venisse decapitato. Oggi non è molto diverso. Lo Psicologo Giancarlo Ricci è stato portato davanti al consiglio disciplinare dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia per aver sostenuto che mamma e papà hanno una funzione essenziale e costitutiva nel processo crescita, poi assolto, ma... E la Dottoressa Silvana De Mari la conosciamo tutti, ancora si sta difendendo per aver espresso delle verità scientifiche difficilmente discutibili sugli esiti medici del comportamento omosessuale. Non hanno perso la testa, ma certamente di grosse noie ne hanno avute. La testa l'ha persa comunque questa società avvelenata, ma non se ne rende conto e continua a mordere e a minacciare mannaie.

Il PdF, unico partito che in Italia sostiene idee che sono dei veri e propri antidoti di verità, non ha la sorte dei radicali. Perché non cavalca l'onda, non sfrutta una preparazione sotterranea, non si confronta con un popolo in attesa e che vuole solo un aiutino. Di fatto svolge un lavoro ingrato, non riconosciuto e terribilmente stancante e usurante. Si chiama ricostruire senza una percezione generale del disastro, o meglio, ricostruire senza che le gente abbia coscienza delle terribili macerie che porta dentro e soprattutto, senza più ricordare l'edificio crollato che abitava decenni addietro e di cui oggi ha solo un opaco ricordo, come una leggenda dei tempi antichi. Il lavoro del PdF oggi è un pesantissimo muoversi in direzione ostinata e contraria – come avrebbe detto De Andrè - contro vento e contro tutto. Purtroppo anche nell'incomprensione di gran parte della Chiesa, travolta da una crisi altrettanto drammatica e lacerante, crisi di identità e di trasmissione della Verità.

Con uno scenario di questa portata è evidente che il PdF sia l'unica scelta possibile di tutti coloro che vedono. Allo stesso tempo occorre capire che per la sua stessa esistenza il Popolo della Famiglia deve fare delle scelte strategiche e organizzative. Nella consapevolezza che coloro che vedono non possano essere necessariamente identificati e sovrapposti con i cattolici, buona parte dei quali assuefatti ormai a convivere con delle contraddizioni profonde tra ciò che credono e le loro scelte quotidiane, non ultime quelle politiche.
Occorre stabilire contatti con gli smarriti, ma ancora coscienti, che aspettano un nostro invito per fare loro i valori proposti dal PdF e per camminare controcorrente con noi. Occorre anche, sebbene la natura di Movimento sia difficilmente confutabile, che si inneschi un processo minimo di strutturazione per proporsi ad ampio spettro sui diversi livelli dell'esistenza sociale e civile. Parlando con diverse persone ho ascoltato pensieri molto simili tra loro: niente da dire sui principi, sui valori non negoziabili, sulla condanna della mentalità anti-vita. Ma bisogna arrivare a fine mese: anche combattendo l'eutanasia o il suicidio assistito lo stipendio non aumenta. Ad alcuni si può far capire che la crisi economica è strettamente legata all'inverno demografico, alla perdita di fiducia, e a loro volta questi sono legati ad una perdita di valori che sta a monte. Ma su mille, due persone forse comprenderanno quello che diciamo, e delle due magari una ci prometterà il voto. Così non si va da nessuna parte. E' inevitabile che le persone cadano nella trappola dei politicanti che promettono, illudono e non mantengono. Ma dopo l'illusione ci diranno che avevamo ragione? Ritorneranno sui loro passi? No, abboccheranno all'amo di altri incantatori. Questa è la realtà. Allora, senza incantare nessuno, non è proprio nel nostro DNA, dobbiamo però parlare anche alla pancia, dobbiamo anche iniziare a dire la nostra su questioni meno ideali, ma altrettanto significative per la gente. Con il Reddito di Maternità si è iniziato, ma non è stato sufficiente. Il PdF ha bisogno di esserci, praticamente. La Ragione Sociale ce l'abbiamo: "Principi non negoziabili, Vita Famiglia", ma va declinata in una pluralità di proposte che possano conquistare attenzione, poi consenso e – in ultimo – e solo in ultimo, condivisione sulla Ragione Sociale.

E il mondo del Prolife, dei cristiani impegnati, delle associazioni storicamente promotrici o derivate dal Family Day? Un'autentica Torre di Babele. Una Torre: la difesa, la tutela e la promozione della Famiglia naturale, che non si è potuta edificare per l'incomprensione dei costruttori, per l'arroganza di ognuno di possedere il progetto giusto e nella pretesa di fare le prime donne. Il PdF è stata immune da errori in questo cantiere? Certamente no, però sarebbe onesto che venga riconosciuto al Popolo della Famiglia una maggiore lucidità di capire le vere esigenze del tempo, di comprendere quella necessità di diventare un soggetto politico autonomo per non essere ricattabile e preso in giro dai potenti di turno, come ciclicamente capita ai nostri amici sparsi nel Belpaese, pronti a farsi i selfie con i più papabili per la vittoria elettorale, a stringere le mani, e a ritrovarsi poi nelle mani un pugno di mosche.

La risposta della Divina Provvidenza alla Torre di Babele, che ha rappresentato il culmine della divisione, della separazione, della litigiosità umana, è stata la Pentecoste: la discesa di quello Spirito che ha portato unità, comprensione, forza e persuasione. La discesa di Dio Spirito Santo che ha fondato la Chiesa erigendola Luogo inespugnabile e invincibile della Verità Incarnata. In questi giorni, bei quali la Chiesa celebra proprio la Pentecoste, si sente che è arrivato il momento in cui coloro che vedono non siano più separati, ma parlino e si confrontino, mettendo da parte le pretese individuali, l'orgoglio di essere qualcosa più dell'altro, la tentazione di avere l'ultima parola sbattendo poi la porta. Il veleno può contagiare chiunque e nessuno può sentirsi immune dal rischio di dimenticare che non stiamo lavorando per noi, ma per qualcosa che ci supera enormemente e che travalicherà i nostri anni proiettandosi sulle generazioni che verranno.