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Silvio Rossi: Politici votati dagli italiani, che odiano gli italiani

18/02/2019 - Silvio Rossi
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Nello scorso fine settimana abbiamo allestito anche nel III Municipio, come in tante altre parti d'Italia, dei banchetti per raccogliere le firme per la proposta di Legge di iniziativa popolare per il Reddito di Maternità.
Davanti al mercato di Val Melaina mi è capitato di incontrare tra i tanti un politico piuttosto noto del Municipio, che stava lì per pubblicizzare una manifestazione riguardante il TMB (Impianto di trattamento di alcune tipologie di rifiuti dell’Ama) Salario.
Naturalmente non ho perso l'occasione per chiedergli una firma. “Cos'è il Reddito di Maternità?”, mi fa, “E' un sostegno economico per far ripartire la natalità in Italia, destinato alle madri che vogliono liberamente scegliere di dedicarsi in via esclusiva ai figli” rispondo rapidamente, e aggiungo: “Sai no che in Italia non nascono più bambini, che il nostro paese sta morendo anno dopo anno, battendo ogni record negativo di nascite”. Il politico sorride ironico e dice la sua: “Ancora con questa storia che non nascono più italiani, ma chi sono gli italiani? Tu sei italiano, io sono italiano? Magari tu sei africano, io sono arabo, che vuol dire?”, si gira e continua a volantinare. Io, allibito: “Ma non ci pensi al Welfare? Domani chi sosterrà gli ospedali gratuiti? Chi pagherà le pensioni? Senza italiani che sarà di questo paese?”. Il politico, importante esponente cittadino della sinistra che si occupa della puzza del TMB non mi risponde più, si allontana disperdendosi nella folla come la puzza del TMB nell'aria di Roma.
Dopo un attimo di sbandamento mi rimetto a raccogliere firme, ma continuo a pensare a questo signore, che in due parole mi ha mostrato il fallimento di un mondo: il mondo nichilista che ha buttato il cervello alle ortiche, che ha rinunciato a pensare, che sopravvive immemore della sua identità, che si nutre di slogan comprati al Discount del banalmente corretto.
Con chi avevo parlato? con un uomo che riceve il suo stipendio di politico italiano, essendo stato eletto da italiani per servire un'area amministrativa importante di questo Paese, ma che non sa che cosa vuol dire essere italiano, che disprezza gli italiani (visto che se ne frega altamente che i bambini italiani non nascano più), che ironizza su quello che vuol dire essere italiano, che applaude al Melting Pot in modo acritico e ideologico, che ride sulla sorte di quelle donne che vorrebbero avere figli e non possono perché il Potere le tiene schiave alla catena impedendo loro di realizzare il loro sogno di maternità. Per lui, eroico combattente contro la puzza, gli italiani servono solo per portarlo al potere e alla sospirata poltrona, dopo di che possono pure estinguersi tra le fiamme dell'impianto Ama.
Se avessi chiesto al Signor Politico de' Sinistra cosa pensasse del rischio di estinzione della Focena del Golfo di California, mi avrebbe guardato con l'occhio umido, avrebbe pianto le sorti di questo splendido animale e si sarebbe reso disponibile a organizzare al III Municipio di Roma una mostra multimediale da far girare in ogni rione sulla triste vicenda, magari destinando una certa parte del bilancio per ospitare negli uffici di Piazza Sempione una coppia di Focene perché l'aria di Roma, notoriamente afrodisiaca, le aiutasse nel loro compito riproduttivo. E se io avessi replicato, “Ma chi se ne frega della Focena, in fondo abbiamo gli asinelli sardi, il maiale dell'Emilia, la vacca maremmana, certamente anche le focene sono un po' maiali” sarei stato lapidato sul posto.

Ebbene Signor Politico, io non la lapiderò, se non altro perché la sua testa è più indurita delle pietre. Però mi fa pena, perché lei cammina su una terra che ha reso grande il mondo, che ha regalato la civiltà all'Occidente. Lei è figlio di un popolo che ha insegnato agli altri tutto ciò che c'è d'importante da sapere. E sputa sopra questa terra e sopra questo Popolo. Lo sappiamo anche noi che gli italiani sono frutto di una commistione di genti diverse, ma essere Popolo non è solo una questione di purezza di sangue, anzi per nulla. È innanzitutto tradizione, cultura, lingua, produzioni artistiche, fede religiosa, senso di appartenenza, identità, condivisione di valori. Non me ne importa nulla se io sono in parte svevo, o normanno o arabo per qualche strana commistione di influssi avvenuti nei secoli. Io sono italiano, perché porto in me quel DNA fatto di stratificazioni di Grecia, Roma, cristianesimo, legge morale naturale, sensibilità artistica, libertà di pensiero, solidarietà, e molto altro. Sono italiano e fiero di esserlo, amo il mio Paese e il mio Popolo, vedere quest'emorragia di giovani intelligenze costretta andare all'estero ed essere pagate per arricchire gli altri impoverendo noi mi fa male, come mi fa infuriare vedere donne irrise e disprezzate dai nostri politicanti mentre sono costrette a dannarsi per 5/600 euro al mese senza poter programmare una famiglia e dei figli. Signor Politico dè sinistra, lei continui pure ad occuparsi della puzza, ma sappia che l'odore del suo non-pensiero non è meno sgradevole.



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