Silvio Rossi: contro la progressiva desertificazione del nostro paese

01/12/2019 - Silvio Rossi (14 visite)

Il consenso politico generalmente è basato sulla sensazione dei cittadini che chi li governa protegga la loro tranquillità, il loro benessere e il loro tenore di vita.
Questi elementi di soddisfazione sono per lo più associati allo sviluppo economico: più c'è ricchezza, più c'è benessere, prosperità, tranquillità. Detto in parole poverissime, ma comprensibili: col denaro si può comprare tutto (non per niente i giorni precedenti ogni elezione il politico al governo fa un regalo in soldi agli elettori con qualche bonus, pur sforando qualsiasi tetto, sapendo già che in caso di vittoria li recupererà in maniera obliqua e mascherata, in caso di sconfitta la rogna di risolvere i debiti passerà all'avversario).
Gli 80 euro, il Reddito di cittadinanza, i bonus bebè, ecc. sono tutti esempi di questo mercato delle vacche, un apparente sventolio di banconote per accaparrarsi la riconoscenza e la gratitudine degli elettori. Pur in altra forma, tutta la propaganda Salviniana contro l'immigrazione clandestina sempre lì va a parare: gli immigrati ci rubano il lavoro, sono un carico economico che ci impoverisce senza restituirci nulla se non la delinquenza, ecc. Sempre sul denaro, ma con la furbizia in più di solleticarci sulla paura e sulla minacciata coesione sociale.
E proprio qui casca l'asino. Perché la coesione sociale non è minacciata dagli stranieri che arrivano, ma gli stranieri arrivano perché la nostra società è - di suo - frammentata e sconnessa e ha delle sacche vuote che qualcuno ha la possibilità di riempire. Insomma, gli stranieri non sono il problema, sono la risposta sbagliata ad un problema che è tutto nostro.
Nel momento in cui si è organizzato un attacco a tenaglia contro la famiglia attraverso una serie di leggi che l'hanno frantumata, nel momento in cui la propaganda Malthusiana anti-vita ha prodotto un calo della natalità impressionante, il nostro Paese ha sofferto un colpo micidiale. La coesione è saltata perché le cellule del tessuto connettivo di ogni società, le famiglie, sono state ferite e rese sterili e quindi ora non sono in condizione di svolgere la loro funzione, quella di tenere la società, di formare i futuri cittadini, di garantire un futuro prolifico al Paese.
Venendo meno la famiglia si è instaurata anche una gravissima crisi economica. Si sa infatti che lo sviluppo demografico e l'investimento sulle famiglie è ciò che arricchisce davvero una nazione e ne fa il volano del progresso. Al posto della cura della famiglia si è curato l’egoismo individuale e la sfiducia nichilista rispetto alla richiesta di felicità insita nell’essere umano. La conseguenza è ciò che vediamo oggi: un paese vecchio, scoraggiato, sporco dentro e fuori. Il ripiegarsi depressivo sulle dipendenze, esito di una vita innaturale priva di fondamenti e di ragionevolezza, è stato ed è sempre più la via di fuga di chi, senza una struttura sociale di riferimento e quindi di prospettive per il futuro, evita di confrontarsi con la realtà e con la verità.
La politica delle mance e delle regalie, dello spauracchio dello straniero e del diverso, sono tutti cerottini - per di più infetti - con cui si vorrebbe curare il tumore con metastasi che ha colpito l’Italia. Fare il tifo davanti allo squallido braccio di ferro tra la politica inesistente di sinistra e quella inconsistente di destra è solo una perdita di tempo, ma il tempo non è molto per cercare di operare il tumore e salvare il paziente.
Ha senso inseguire le promesse demagogiche dei 5S, incapaci di tutto, rappresentanti del più becero accattonaggio di stato? Ha senso soffermarsi anche solo un momento a valutare una sinistra totalmente allo sbando? Ha senso dare credito ad una destra urlatrice e muscolare, ma che non ha nessuna voglia di andare al cuore delle questioni e che non fa nulla, ma davvero nulla, sul tema del rispetto della vita e della difesa della famiglia?
In questo vuoto sociale di fiducia, di futuro, di progresso, o si sostiene una forza politica come il PdF, capace di coalizzare le forze popolari migliori con un progetto che parte dalle analisi reali dei dati e che ha delle risposte convincenti e concrete, oppure si consegna il Paese allo stato finale della dissoluzione, al Far West delle pistole libere alla Salvini, della cocaina libera alla Saviano, della produzione industriale e alla compravendita dei bambini condotta con i metodi dell’utero in affitto, di Bibbiano, della propaganda gender nelle scuole…
Sentiamo mai dire con un autentico e sincero mea culpa che una famiglia che si separa si impoverisce e impoverisce la società, perché lo stipendio che prima era sufficiente per vivere ora che deve mantenere due nuclei non basta più? Avete mai sentito ammettere che una donna che abortisce rimane spesso traumatizzata e rimane con una ferita che la segna per tutta la vita? Avete mai sentito riconoscere che le droghe, anche quelle dette falsamente leggere o la pornografia, o qualsiasi altra dipendenza indeboliscono la personalità, incidono sullo sviluppo cognitivo e diminuiscono le probabilità di raggiungere dei risultati sia nell’apprendimento scolastico che nel futuro lavoro? No, non sentiamo mai queste ammissioni, che già darebbero una verniciata di onestà intellettuale a chi le esprime. In compenso abbiamo sentito dire dalla Meloni e da Salvini, prima dell’inutile Congresso delle famiglie di Verona che l’aborto è una conquista sociale che non si tocca. E con i fatti e cono le parole non hanno fatto nulla per le dipendenze, per la famiglia, per la vita.
In questa Caporetto Umbra che ha disperso le forze di sinistra e portato quasi al suicidio assistito i 5S la crescita delle destre non ci conforta particolarmente. Noi infatti non siamo ossessionati dallo straniero, piuttosto ci preoccupiamo perché lo straniero che bivacca lo fa sui resti fumanti di una società occidentale devastata da una politica antivita e antifamiglia. Piena di vecchi, vuota di futuro. Altro che propaganda Salvino-Meloniana: chi ama l'Italia deve fare iniziative concrete per tornare a fare i figli, iniziative per farli crescere sani e liberi dalle dipendenze, per dargli delle leggi che facciano cultura a favore della vita e aprano a prospettive reali di futuro.
La proposta del Reddito di Maternità depositata in Parlamento dal Popolo della Famiglia è un esempio di come si devono affrontare le grandi questioni che ci interrogano: si evidenzia un problema, si vanno a cercare le cause profonde, si fa una proposta concretamente praticabile e con una prospettiva a lungo termine. Non le chiacchiere dei cacciatori di poltrone, ma risposte sostenibili che invertano la dinamica della progressiva desertificazione di questo straordinario Paese che ci è stato affidato.