Blog del Popolo della Famiglia

Francia: Vincent Lambert condannato a morire di fame e sete, Guido Pianeselli: ripristinata la pena di morte

09/07/2019 - Pdf Lazio
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“Il dott. Sanchez dell’ospedale di Reims ne ha annunciato il riavvio ai danni di Vincent Lambert e questa sembra continuare nonostante che il Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità delle Nazioni Unite ri-affermi il carattere obbligatorio del mantenimento del sostegno vitale.

Il medico ha notificato l’ avvio della procedura di distacco alla famiglia tramite mail secondo l’AFP.  Questo mentre Viviane era a Ginevra, alle Nazioni Unite, ove si è sentito il suo ruggito:

«Sono una mamma e sono qui per combattere per la vita di mio figlio e di 1700 persone come lui. Sono qui a parlarvi con il cuore di una madre. Mio figlio non è un vegetale, non ho mai visto un vegetale girare la testa o piangere! È un essere umano. Proprio oggi gli ho dato un poco di salsa di mele e lui l’ha deglutita.

Lo vogliono uccidere… perdonatemi, ma non c’è un altro modo di dirlo». “Condannare un disabile ( così come chiunque altro) a morire di fame e di sete, è un atto incivile e barbaro mentre le Tv e i media continuano falsamente a parlare di spine staccate e cure sospese”. Questo ha dichiarato Guido Pianeselli, coordinatore per il Lazio del Popolo della Famiglia  dopo aver appreso l’incredibile notizia dell’avvio di una  procedura eutanasica conseguente alla decisione della Corte di Cassazione francese di far morire di fame e di sete Vincent Lambert, ricoverato presso l’ospedale Chu Sébastopol di Reims.

“Almeno ai tempi della ghigliottina la morte era veloce e indolore -ha continuato l’ing. Pianeselli- nemmeno al peggiore dei delinquenti si augurerebbe di morire di fame e di sete. E Vincent non ha alcuna colpa se non quella di essere un peso e un costo per lo stato che potrebbe anche essere evitato dando ai genitori libertà di scelta.  Il 24 settembre anche in Italia la Cassazione deciderà se depenalizzare o no l’articolo 580 del codice penale, nel quale si contempla il reato di istigazione o aiuto al suicidio. Ho già invitato a questo proposito alcuni parlamentari Cattolici a presentare in Parlamento un emendamento che confermi la validità del suddetto articolo e ad evitare che si compia il primo passo verso l’apertura  delle porte all’eutanasia, che porterebbe inevitabilmente ad avere molti Vincent Lambert anche in Italia”.

“Il Popolo della Famiglia di Viterbo e del Lazio – ha concluso il coordinatore – esprime la sua indignazione verso questa ignobile condanna a morte e la sua vicinanza a Vincent e ai suoi genitori. Non possiamo cambiare la sentenza, ma nessuno ci impedirà di urlare la nostra rabbia e il nostro dissenso per questa ingiustizia che conferma la retrocessione dell’Europa a civiltà barbarica ove Lambert rappresenta il sacrifico umano al totem della relativizzazione del valore assoluto della dignità di una vita !”.