Intervista a Mario Adinolfi sul nuovo governo (Radio Campus, 6 settembre 2019)

Siamo nella stessa situazione di Verona. Se fosse vero che gli altri sono attivati da Satana, dovremmo andare in piazza lunedì con Salvini-Meloni e fare la rivoluzione. Che non si farà perché questo è un popolo rivoluzionario solo sui social e non a ore pasti, né dal venerdì alla domenica che il weekend è sacro e mercoledì ci sono le coppe. Questa è una guerra tra bande e noi abbiamo due possibilità: iscriverci a una delle bande indossandone la maglietta con trombette e tric trac annessi, estremizzando tutti i toni e condannando a priori, sapendo che ogni banda non giudica i fatti ma agisce con il più classico dei pregiudizi (se sei dei miei tutto quello che fai, fai bene; se sei nemico tutto quello che fai è orrido) con la sola finalità di accrescere il potere della propria fazione; oppure cogliere questa straordinaria occasione in cui la guerra di ogni banda è così palesemente disonesta sul piano intellettuale e morale, che vale la pena costruire una intercapedine di ragionevolezza che provi ad anteporre il bene comune al bene di fazione, individuando priorità su cui tutti possano convergere (penso alla lotta alla denatalità per dirne una). Io sono disponibile solo a lavorare a questa via, che però è francamente più faticosa. Più semplice mettersi a fare i fiancheggiatori dei cosiddetti sovranisti urlando come loro e aggiungendo un pizzico di “demoniaco” ai già vari aggettivi con cui si può qualificare malamente l’azione dei giallorossi. Mai come oggi per il Popolo della Famiglia si apre una stagione di spazio politico potenziale, perché siamo sempre stati coerentemente estranei alla guerra tra bande, pagando un prezzo che ora può essere capitalizzato perché ora forse si capisce il perché di ciò che abbiamo fatto in questi tre anni. Siamo all’opposizione dei giallorossi fermamente come lo siamo stati dei gialloverdi, per costruire l’alternativa popolare possibile. Questo ho detto in un’intervista di mezz’ora, in cui ho parlato davvero di molte cose.

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